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Piante grasse rare: quali sono e come prendersene cura

Chi fa della piacevolezza estetica della propria casa un dogma imprescindibile e non un particolare di risibile importanza, sa che le piante grasse rappresentano un buon metodo per rendere il proprio ambiente godibile alla vista. Tuttavia, soprattutto nel caso delle piante grasse rare, variegata è la gamma di specie presenti, tutte contraddistinte da connotati differenti e tutte richiedenti particolari cure ed accorgimenti. A questo unto, cosa buona e giusta è precisare che la rarità di ciascuna pianta grassa non proviene solo e soltanto dalla specie alla quale appartiene, ma anche e soprattutto da fattori quali la dimensione o la presenza in zone geografiche circoscritte.

Ma quali sono le piante grasse più rare? In seguito verrà redatto un breve elenco a proposito, contenente le specie di piante grasse rare che si prestano di più ad un utilizzo casalingo:
Aloe Polyphylla. Apriamo questa lista con una pianta grassa che purtroppo è in via di estinzione. Le sue foglie, contornate da sagome seghettate, disegnano una spirale che a sua volta segue un senso orario oppure antiorario;
Sedum Versadense. Pianta grassa tanto rara quanto meravigliosamente bella, la Sedum Versadense possiede piccole foglie dalla consistenza carnosa e rotondeggiante. Un colore verde che a lungo andare sfocia in un rosa acceso ne contraddistingue la cromaticità;
Lapidaria Margareta. Pianta grassa dalle dimensioni relativamente piccole, la Lapidaria Margareta è composta da un fusto esile che sostiene foglie grandi e carnose. La sua denominazione deriva dall’aspetto marmorizzato che queste ultime assumono durante l’esposizione ai raggi solari;
Greenovia Aurea. Originaria dall’arcipelago delle Canarie, la Greenovia Aurea è rivestita da foglie che possono assumere dimensioni considerevoli. Tra i mesi di maggio e di giugno la Greenovia dà i natali ad infiorescenze che accennano ad un giallo pallido.

Ovviamente, come nel caso di tutte le piante grasse, anche quelle rare richiedono attenzioni. Sebbene gli accorgimenti variano di pianta in pianta, alcuni consigli conservano validità universale. E’ bene anzitutto desistere dall’innaffiare le piante quando il terriccio sottostante è ancora umido al tatto. In caso contrario, non bisognerà sorprendersi se le piante marcissero. Per ottimizzare l’immissione di acqua, è giusto optare per la nebulizzazione, dando così vita ad un uniforme effetto simile alla rugiada. In ultimo, non in ordine di importanza tuttavia, particolare premura va rivolta alle piante grasse ricoperte da uno strato di cera. A contatto con l’acqua, le foglie rivestite di cera ne perderebbero completamente lo strato, e con questo la protezione donata da quest’ultimo.

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